SOSPENSIONI  

Gli eventi sono nell'aria in ordine sparso. Come pezzi di puzzle pronti ad essere raccolti.

A noi la capacità e, soprattutto, la fortuna di coglierli ed incastrarli nel giusto modo per costruire perzzo per pezzo una vita degna di essere vissuta

 

                                                                                                                   un AMICO

Gian Pietro Arzuffi è un artista che fa della propria estrema plasticità e adattabilità mentale il proprio punto di forza, unita però ad una coerenza interpretativa che non viene mai meno di fronte alla infinita gamma dei soggetti coinvolti. In questa operazione egli è supportato dalla forma del puzzle applicata sia come elemento formale di scomposizione dell’elemento figurativo, sia come metafora della fragilità del mondo d’oggi basato sull’apparire. Quello di Arzuffi diviene quindi un premeditato atto di distacco dalla realtà per esaltarne la aleatorietà e allo stesso tempo per esercitare su di essa il controllo che può derivarne dalla sapiente destrutturazione.

Gian Pietro Arzuffi è un artista che fa della propria estrema plasticità e adattabilità mentale il proprio punto di forza, unita però ad una coerenza interpretativa che non viene mai meno di fronte alla infinita gamma dei soggetti coinvolti. In questa operazione egli è supportato dalla forma del puzzle applicata sia come elemento formale di scomposizione dell’elemento figurativo, sia come metafora della fragilità del mondo d’oggi basato sull’apparire. Quello di Arzuffi diviene quindi un premeditato atto di distacco dalla realtà per esaltarne la aleatorietà e allo stesso tempo per esercitare su di essa il controllo che può derivarne dalla sapiente destrutturazione.

 

                                                                                                                    Dott. Antonio Lombardo

La Soluzione Invisibile : Gian Pietro Arzuffi

Complessa e quanto mai ardita è la sfida che ha raccolto Gian Pietro Arzuffi.
Una sfida che consta nel dimostrare come una cifra stilistica all’apparenza tenue e schiva possa trovare una sua specifica dimensione tra gli spigolosi ed ingombranti profili dell’Arte contemporanea.

L’Artista dimostra di contare solo sulla nitida ricerca  e lo fa evitando ogni tipo di eccezione fuori dai consueti toni pacato che gli appartengono.
Misura che non costringe Arzuffi  nell’arido campo del già detto ma che si trasforma e cresce seguendo la progressiva convinzione con cui i Suoi Attori interpretano la scena.
Progressione che ha portato Arzuffi a comporre e scomporre i pezzi di un puzzle che, nella dinamica ricerca di una posizione, percorrono energicamente la tela verso il perseguimento dell’ angusto spazio.
Spazio cercato e rifuggito nello stesso tempo.
Il giusto incastro porrebbe fine al dialogo ed è questo  che rifugge lo stesso Arzuffi, convinto com’è della continua dinamicità degli eventi, delle sensazioni e delle emozioni che pervadono i suoi “Attori”.
Proprio “Attori”, si potrebbero definire in sintesi, i protagonisti nelle Opere dell’Artista.
Arzuffi riesce inaspettatamente a trasformare inanimate e prevedibili componenti di un Puzzle ancora d’assemblare in vere e proprie Personalità che lo spettatore coglie nella condivisione di un percorso ora divenuto ignoto ed imprevedibile.

Sorprende, Arzuffi, per come trova il silenzioso riscontro di chi osserva una Sua Opera dentro la quale  Ci troviamo a perseguire una soluzione che si materializza sempre diversa.
Sorprende nuovamente quando si avventura oltre la soglia dell’amato Puzzle per trovarsi nel campo aperto dello spazio dove navigano oggetti cosmici che a loro volta si trasformano  nel tessuto articolato e connesso del DNA.
Simboli della vita e auspicio di una Socialità di relazioni e parole nella quale Gian Pietro Arzuffi dimostra di credere ciecamente.
                                                                                         Paolo Piergiovanni

Gian Pietro Arzuffi è un artista che fa della propria estrema plasticità e adattabilità mentale il proprio punto di forza, unita però ad una coerenza interpretativa che non viene mai meno di fronte alla infinita gamma dei soggetti coinvolti. In questa operazione egli è supportato dalla forma del puzzle applicata sia come elemento formale di scomposizione dell’elemento figurativo, sia come metafora della fragilità del mondo d’oggi basato sull’apparire. Quello di Arzuffi diviene quindi un premeditato atto di distacco dalla realtà per esaltarne la aleatorietà e allo stesso tempo per esercitare su di essa il controllo che può derivarne dalla sapiente destrutturazione.

 

 

                                                                                  Paolo Avanzi

LABIRINTI DEL CUORE

Agire segnico che vaga nei labirinti della psiche in cui l'IO cerca il suo filo d'Arianna al fine di trovare un'uscita.

In quest'opera lArtista Gian Pietro Arzuffi (G.P.A.) deliena attraverso una composizione.puzzle un labirinto chiaroscurale in cui a prevalere è la dicotonia cromatica che vede i neri opposti ai bianchi.

Puzzle come geometria dell'Essere.Puzzle come unione di dimensioni altre.

Solo incastonando in maniera esatta i pezzi del puzzle chiamato vita si può arrivare ad esplorare e uscire vincitori dal labirinto del cuore.

A livello segnico la struttura è molto ben equilibrata grazie anche al sapiente uso che l'artista fa dei suoi simboli.

La dicotonia cromatica viene spezzata da quel rosso che non è altro che l'impersonificazione di un organo chiamato cuore.

                                                                                          Dott. Salvatore Russo